Author Archives: Manuele

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Formazione di biofilm su materiali a contatto con acqua potabile

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Se utilizzate l’acqua del pozzo per uso sanitario o come acqua da bere, oltre ad installare degli impianti di trattamento come filtri, clorazione o lampada UV, è consigliato far eseguire un’analisi completa. Serve in particolare per valutare la scelta dell’impianto di depurazione adatto ed a verificare lo stato di salubrità delle cisterne o serbatoi di stoccaggio dell’acqua. Nel caso delle cisterne, soprattutto se di vecchia data, in cemento e interrate, è molto alta la probabilità della presenza di Biofilm. Infatti, anche dopo trattamento, microrganismi che fanno parte della normale flora ambientale naturale, presenti indipendentemente da qualsiasi tipo di contaminazione, possono essere introdotti nelle reti di distribuzione e andare a far parte del biofilm. Il biofilm consente ai microrganismi presenti in rete di sopravvivere e, in condizioni favorevoli, di moltiplicarsi. Il Biofilm è ricco di nutrienti e con effetto protettivo sui microrganismi nei confronti dei disinfettanti utilizzati durante la potabilizzazione, è anche un sito potenziale per il trasferimento dei caratteri di virulenza e resistenza agli antibiotici. Per questo motivo anche se l’acqua del pozzo è priva di contaminazioni, potrebbe raggiungere i rubinetti di utilizzo domestico, contaminata dalla flora presente nelle cisterne di stoccaggio.

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Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua le analisi delle acque di pozzo e di rete a Lecce e provincia oltre che nel resto della puglia. l servizio offerto, oltre alle analisi di laboratorio, chimiche e microbiologiche, prevede il supporto dei nostri esperti per comprendere le cause di eventuali contaminazioni e per valutare gli interventi da effettuare.

Per info: http://www.studioconsulenzeambientali.it

mail: studioconsulenze2010@gmail.com

Tel: 0836 563120 / 327 7723 083 / 347 0159628

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Schema regolamento End of Waste rifiuti inerti da C&D – Notifica alla Commissione Europea

Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152″

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Il presente regolamento stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e di demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale, come definiti ai sensi delle lettere a) e b) dell’articolo 2, comma 1, del presente regolamento sottoposti ad operazioni di recupero, cessano di essere qualificati come rifiuti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Tale procedura di notifica è stata effettuata nel rispetto della direttiva 2015/1535/Ue che obbliga gli Stati a notificare alla Commissione gli schemi di quei provvedimenti che possono creare ostacoli al mercato dell’Unione. Lo schema di DM, secondo i tempi previsti dalla cosiddetta procedura di stand still, rimarrà aperto ad eventuali osservazioni e obiezioni da parte della Commissione e degli stati membri fino al 15 giugno 2022. Decorso tale termine e in assenza di obiezioni, fatto salvo l’espletamento degli ulteriori passaggi interni, il provvedimento potrà essere emanato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Ai fini dell’articolo 1 e ai sensi e per gli effetti dell’art.184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale, come definiti ai sensi delle lettere a) e b) dell’articolo 2, cessano di essere qualificati come rifiuti e sono qualificati come aggregato recuperato se lo stesso è conforme ai criteri di cui all’Allegato 1.

L’aggregato recuperato è utilizzabile esclusivamente per gli scopi specifici elencati nell’Allegato 2.

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1. Il rispetto dei criteri di cui all’articolo 3 è attestato dal produttore di aggregato recuperato tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, redatta per ciascun lotto di aggregato recuperato prodotto utilizzando il modulo di cui all’Allegato 3 e inviata con una delle modalità di cui all’articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, all’Autorità competente e all’agenzia di protezione ambientale territorialmente competente. 2. Il produttore di aggregato recuperato conserva, presso l’impianto di produzione o presso la propria sede legale, copia della dichiarazione di cui al comma 1, anche in formato elettronico, mettendola a disposizione delle autorità di controllo che la richiedano. 3. Ai fini della sussistenza dei criteri di cui all’articolo 3, il produttore di aggregato recuperato conserva per cinque anni, presso l’impianto di produzione o presso la propria sede legale, un campione di aggregato recuperato prelevato, alla fine del processo produttivo di ciascun lotto di aggregato recuperato, in conformità alla norma UNI 10802. Le modalità di conservazione del campione sono tali da garantire la non alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche dell’aggregato recuperato prelevato e idonee a consentire la ripetizione delle analisi. Art. 6 Sistema di gestione 1. Il produttore di aggregato recuperato applica un sistema di gestione della qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 certificato da un’organizzazione accreditata ai sensi della normativa vigente, atto a dimostrare il rispetto dei criteri di cui al presente regolamento. Il manuale della qualità deve essere comprensivo di procedure operative per il controllo delle caratteristiche di conformità ai criteri di cui all’Allegato 1, del piano di campionamento e dell’automonitoraggio. 2. Le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 3, non si applicano alle imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, e alle imprese in possesso della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001, rilasciata da organismo accreditato ai sensi della normativa vigente.

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Lavora con noi

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Opportunità di lavoro.

Tipologia di lavoro: tirocinio formativo, scopo assunzione.

Requisiti: Diplomato Perito Chimico

Lavoro da svolgere: Campionamenti alle emissioni atmosferiche, rifiuti, acque e terreni.

Inviare CV alla seguente mail: studioconsulenze2010@gmail.com

P.S. Se non in possesso dei requisiti indicati astenersi dall’inviare il CV.


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MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA Comunicato relativo al decreto 9 agosto 2021

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

COMUNICATO

Comunicato relativo al decreto 9 agosto 2021, recante  l'approvazione
delle linee guida sulla classificazione dei rifiuti.

Si approvano le Linee guida sulla classificazione dei rifiuti di cui alla delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente del 18 maggio 2021, n.105, così come integrate dal sotto-paragrafo denominato “3.5.9 – Rifiuti prodotti dal trattamento meccanico/meccanico-biologico dei rifiuti urbani indifferenziati”, da introdurre al Capitolo 3 delle stesse, che, allegate al presente provvedimento, ne costituiscono parte integrante e sostanziale.

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IL CONSIGLIO SNPA con Delibera n. 105/2021

DELIBERA 1. di approvare il documento “Linee guida sulla classificazione dei rifiuti”, che è parte integrante della presente delibera; 2. di ritenere il presente atto, ai sensi dell’art. 12 del predetto Regolamento di funzionamento, immediatamente esecutivo; per il territorio delle Province Autonome di Trento e Bolzano l’atto stesso è applicato nel rispetto delle disposizioni dello statuto di autonomia speciale, delle relative norme di attuazione e della sentenza n. 212/2017 della Corte Costituzionale; 3. di dare mandato ad ISPRA di trasmettere la presente delibera congiuntamente al suo allegato al Ministero della Transizione Ecologica per i seguiti di competenza; 4. di dare mandato ad ISPRA di pubblicare il presente atto sul sito www.snpambiente.it; 5. di dare, altresì, mandato ad ISPRA di dare notizia dell’avvenuta approvazione del presente atto al Ministero della Transizione Ecologica e al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

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Clicca per il testo intero

 

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DIRETTIVA (UE) 2020/2184 la qualità delle acque destinate al consumo umano

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DIRETTIVA (UE) 2020/2184 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

Articolo 1

1. La presente direttiva riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano per tutti nell’Unione.

2. Gli obiettivi della presente direttiva sono la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia, nonché il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano.

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Articolo 3

Esenzioni

1. La presente direttiva non si applica: a) alle acque minerali naturali riconosciute come tali dalle autorità responsabili, ai sensi della direttiva 2009/54/CE; o b) alle acque considerate medicinali a norma della direttiva 2001/83/CE.

2. Le imbarcazioni marittime impiegate per desalinizzare l’acqua, trasportare passeggeri e operare in veste di fornitori di acqua sono soggette esclusivamente agli articoli da 1 a 6 e gli articoli 9, 10, 13 e 14 della presente direttiva e ai pertinenti allegati.

3. Gli Stati membri possono prevedere esenzioni dalla presente direttiva: a) per le acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali le autorità nazionali competenti ritengono che la qualità delle acque non abbia ripercussioni, dirette o indirette, sulla salute dei consumatori interessati; b) per le acque destinate al consumo umano provenienti da una singola fonte che ne eroghi in media meno di 10 m3 al giorno o che approvvigioni meno di 50 persone, escluse le acque fornite nell’ambito di un’attività commerciale o pubblica.

4. Gli Stati membri che si avvalgono delle esenzioni di cui al paragrafo 3, lettera b), provvedono affinché la popolazione interessata sia informata del ricorso a tali esenzioni e in ordine a qualsiasi provvedimento eventualmente adottato al fine di tutelare la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano. Inoltre, allorché si manifesta un potenziale pericolo per la salute umana a causa della qualità di tali acque, la popolazione interessata riceve tempestivamente i consigli appropriati.

5. Gli Stati membri possono esentare gli operatori del settore alimentare dalla presente direttiva, per quanto riguarda l’acqua utilizzata ai fini specifici dell’impresa alimentare, se le autorità nazionali competenti hanno accertato che la qualità di quell’acqua non può compromettere la sicurezza dei prodotti alimentari finali e a condizione che la fornitura di acqua di tali operatori del settore alimentare sia conforme ai pertinenti obblighi, in particolare nell’ambito delle procedure in materia di principi dell’analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo e ai provvedimenti correttivi di cui alla pertinente legislazione alimentare dell’Unione. Gli Stati membri provvedono affinché i produttori di acque destinate al consumo umano fornite in bottiglie o contenitori rispettino gli articoli da 1 a 5 e all’allegato I, parti A e B. I requisiti minimi di cui all’allegato I, parte A, non si applicano tuttavia all’acqua di sorgente di cui alla direttiva 2009/54/CE. 6. I fornitori di acqua che forniscono, in media, meno di 10 m3 di acqua al giorno o che servono meno di 50 persone nell’ambito di un’attività commerciale o pubblica sono soggetti soltanto agli articoli da 1 a 6 e agli articoli 13, 14 e 15 della presente direttiva, nonché ai pertinenti allegati.

Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020L2184&from=IT

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Normativa Puglia Acqua di pozzo

La disponibilità di acqua destinata al consumo umano è un diritto fondamentale del cittadino e come tale è oggetto di tutela sanitaria. La Regione Puglia, in ottemperanza a disposizioni normative europee e nazionali, ha adottato il Regolamento n.1 del 9 gennaio 2014 che disciplina competenze, interventi e procedure sulle acque destinate al consumo umano.

Ai cittadini viene garantita la massima conoscenza sulle caratteristiche  chimico-fisiche e microbiologiche dell’acqua destinata al consumo umano e distribuita sul territorio regionale.

I soggetti  istituzionali responsabili della qualità delle acque potabili sono:

  • RegionePuglia:
  • Sezione Promozione della Salute – Servizio Sanità Pubblica e Sicurezza nei luoghi del lavoro – con funzione di coordinamento
  • Aziende ASL, attraverso i Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) o Unità Operative dedicate.
  • ARPA Puglia

Scarica il  R.R. n.1_2014 BURP N7 suppl_17_01_14

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Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua a Lecce e provincia, campionamento e analisi su campioni di acqua di pozzo.

mail: studioconsulenze2010@gmail.com
Tel: 0836 563120 /
Dott.  Piero De Francesco Tel: 347 0159628
Dott.  Manuele Murri  Tel: 327 7723 083
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Fonte: https://www.sanita.puglia.it/acqua-potabile

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Istanza di rinnovo della concessione all’estrazione ed utilizzazione di acque sotterranee, ai sensi del R.D. 11/12/1933 n°1775 e dell’art. 7 della L.R. 5/05/1999 n°18

Istanza di rinnovo della concessione all’estrazione ed utilizzazione di acque sotterranee, ai sensi del R.D. 11/12/1933 n°1775 e dell’art. 7 della L.R. 5/05/1999 n°18

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Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua a Lecce e provincia, campionamento e analisi su campioni di acqua di pozzo per Istanza di rinnovo della concessione all’estrazione ed utilizzazione di acque sotterranee. Rilasciando un Certificato di analisi chimica e batteriologica effettuata su campione dell’acqua estratta dal pozzo. I parametri minimi da ricercare sono: temperatura, pH, conducibilità elettrolitica, cloruri (Cl-), salinità, residuo fisso a 180°, alcalinità, durezza calciomagnesica, SAR, SAR Modificato e Colifecali. Le determinazioni di laboratorio saranno effettuate utilizzando, la metodica analitica ufficiale riportata nei manuali IRSA-CNR. I referti d’analisi, sottoscritti da professionisti abilitati a termini di legge, riportano il giudizio conclusivo dell’analista sulla qualità delle acque.
Per info: mail: studioconsulenze2010@gmail.com
Tel: 0836 563120 / 347 0159628 / 327 7723 083
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Istanza di rinnovo della concessione all’estrazione ed utilizzazione di acque sotterranee, Istanza di rinnovo della concessione all’estrazione ed utilizzazione di acque sotterranee

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Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

Category : Analisi Acque

Qualità delle acque destinate al consumo umano: pubblicata la direttiva UE 2020/2184
Pubblicata sulla GUUE del 23 dicembre, la nuova direttiva ha come obiettivi la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia, nonché il miglioramento dell’accesso.

RECEPIMENTO. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 1a 18 e all’articolo 23 e agli allegati da I a V entro il 12 gennaio 2023. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni. Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l’indicazione che, nelle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in vigore, i riferimenti alla direttiva abrogata dalla presente direttiva si intendono fatti a quest’ultima. Le modalità del riferimento e la formulazione dell’indicazione sono stabilite dagli Stati membri. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

PERIODO TRANSITORIO. Entro il 12 gennaio 2026 gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i valori di parametro di cui all’allegato I, parte B, per quanto riguarda: bisfenolo A, clorato, clorite, acidi aloacetici, microcistina-LR, PFAS — totale, somma di PFAS e uranio.

Fino al 12 gennaio 2026 i fornitori di acqua non sono tenuti a monitorare le acque destinate al consumo umano in conformità dell’articolo 13 per quanto riguarda i parametri di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

ABROGAZIONE. La direttiva 98/83/CE, come modificata dagli atti indicati nell’allegato VI, parte A, è abrogata; l’abrogazione prende effetto il 13 gennaio 2023 e lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri rispetto alle scadenze per il recepimento nel rispettivo diritto nazionale delle direttive di cui all’allegato VI, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato VII.

Le deroghe concesse dagli Stati membri a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 98/83/CE che sono ancora applicabili al 12 gennaio 2023 rimangono in vigore fino alla fine della loro durata. Possono essere rinnovate conformemente all’articolo15 della presente direttiva solo nel caso in cui non sia stata ancora concessa una seconda deroga. Il diritto di chiedere alla Commissione una terza deroga a norma dell’articolo 9, paragrafo 2, della direttiva 98/83/CE continua ad applicarsi alle seconde deroghe che sono ancora applicabili al 12 gennaio 2021.

ENTRATA IN VIGORE. La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

 

Per ulteriori Info: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32020L2184

Fonte: https://www.casaeclima.com/ar_43568__qualita-acque-destinate-consumo-umano-pubblicata-direttivaue.html


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Legge Regionale 05-05-1999, n. 18 Disposizioni in materia di ricerca ed utilizzazione di acque sotterranee

TITOLO I FINALITÀ DELLA LEGGE

Art. 1 – (Finalità) 1. Nello spirito dei principi sanciti dall’art. 1 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, la presente legge disciplina la ricerca, l’estrazione e l’utilizzazione delle risorse idriche sotterranee della regione Puglia, con esclusione di quelle disciplinate da leggi speciali. 2. Le funzioni amministrative relative alla ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque sotterranee sono esercitate unitariamente dalla Regione per il tramite dei propri uffici periferici del Genio civile…

Art. 2.7 — CERTIFICATO DI ANALISI CHIMICA E BATTERIOLOGICA Il certificato deve essere rilasciato per campioni d’acqua prelevati, nei modi di legge, direttamente da tecnici del laboratorio analizzante

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Art. 6-bis – (Semplificazione adempimenti) [1] 1. Per le richieste di concessione relative a emungimenti da pozzi aventi profondità massima 40 metri, con portate di prelievo fino a 5 litri al secondo e per volumi annui complessivi di 10 mila metri cubi, non vi è l’obbligo di allegare la documentazione di cui ai punti 2.2 (Atti di proprietà o titoli equipollenti), 2.3 (Relazione tecnica), 2.6 (Relazione idrogeologica) e 2.7 (Certificato di analisi chimica e batteriologica).

c) analisi chimiche e batteriologiche con l’espressa indicazione della salinità espressa in g/l e la dichiarazione che le acque sono state prelevate da un tecnico di laboratorio analizzante (due copie);

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Art. 7 – (Durata della concessione) 1. La concessione ha durata quinquennale e può essere sospesa, revocata o modificata nel caso che si verifichino incrementi della salinità totale, ovvero fenomeni di contaminazione o situazioni tali da recare pregiudizio all’equilibrio della falda e/o all’ambiente circostante. 2. La concessione è rinnovabile, su istanza dell’interessato, con apposito provvedimento del dirigente responsabile dell’Ufficio del Genio civile che verificherà la sussistenza delle condizioni che diedero luogo alla concessione. 3. All’istanza di rinnovo va allegato: a) attestazione del versamento di lire 150 mila sul conto corrente postale intestato alla Regione Puglia per spese di istruttoria; b) certificazione delle analisi chimiche e batteriologiche delle acque emunte.

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Art. 9 – (Verifica delle autorizzazioni per utilizzo domestico) 1. L’utilizzo di acque sotterranee per uso domestico è assoggettato a verifica quinquennale da parte dell’Ufficio del Genio civile. A tal fine l’utilizzatore ogni cinque anni deve trasmettere al predetto Ufficio i risultati delle analisi chimiche e batteriologiche delle acque emunte

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Per ulteriori approfondimenti: Regione Puglia

Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua le analisi dell’acqua di pozzo a Lecce e provincia oltre che Brindisi e Taranto
Il servizio offerto, oltre alle analisi di laboratorio, prevede il supporto dei nostri esperti per comprendere le cause di eventuali contaminazioni e per valutare gli interventi da effettuare per riportare l’acqua nelle condizioni ottimali.

Per info: http://www.studioconsulenzeambientali.it

mail: studioconsulenze2010@gmail.com
Tel: 0836 563120 / 327 7723 083  / 347 0159628

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Normativa di riferimento sulla sicurezza alimentare

Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua le analisi degli alimenti a Lecce e provincia oltre che nel resto della puglia.
Il servizio offerto, oltre alle analisi di laboratorio, chimiche e microbiologiche, prevede il supporto dei nostri esperti per comprendere le cause di eventuali contaminazioni e per valutare gli interventi da effettuare.

Per info: http://www.studioconsulenzeambientali.it

mail: studioconsulenze2010@gmail.com

Tel: 0836 563120 / 327 7723 083  / 347 0159628

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 Elenco della principale normativa sulla sicurezza alimentare

(per alcuni regolamenti sono disponibili i testi consolidati ovvero l’integrazione in un atto legislativo delle sue successive modifiche e rettifiche).

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Legge 30 aprile 1962 n. 283

Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 4 giugno 1962

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REGOLAMENTO (CE) N. 178/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (testo consolidato)

 

REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari (testo consolidato)

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REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (testo consolidato)

 

REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano (testo consolidato)

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REGOLAMENTO (CE) N. 882/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (testo consolidato)

 

DIRETTIVA 2004/41/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 21 aprile 2004 che abroga alcune direttive recanti norme sull’igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE del Consiglio e 92/118/CEE e la decisione 95/408/CE del Consiglio

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Direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio.

 

Decreto Legislativo N. 191 del 4/4/2006. Attuazione della direttiva 2003/99/CE sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici.  G.U. del 24/5/2006 n. 119

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Decreto Legislativo N. 193 del 6/11/2007. Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore.  G.U. del 9/11/2007 n. 261

 

REGOLAMENTO (CE) n. 2073/2005 DELLA COMMISSIONE del 15 novembre 2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari (testo consolidato)

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Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano su “Linee guida relative all’applicazione del Regolamento CE della Commissione europea n. 2073 del 15 novembre 2005 che stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari”

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